ANGIKAM-PUTANA MOKSA :: 8 maggio ore 21.00
| 8 maggio 2010 | ||
| 21:00 | a | 23:00 |
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Angikam-Pùtana Moksa
Teatro-danza classico indiano stile Kathakali
Teatro Tascabile di Bergamo
con Beppe Chierichetti, Ruben Manenti,
Alessandro Rigoletti, Caterina Scotti
Il Kathakali é certamente il teatro classico indiano per antonomasia.
Originario del Kerala nell’India sud-occidentale, il Kathakali distilla i succhi di una multiforme cultura di pratiche spettacolari e rituali sino ad organizzarsi nella forma finale, e attuale, intorno alla metà del XVIII secolo. In quel periodo il Rajah di Kottarakkara compose gran parte del repertorio rifacendosi all’epopea classica induista del Ramayana e del Mahabharata e dei Purana (da cui è tratta la storia di Pùtana Moksa).
Il sontuoso sciorinamento dei trucchi e dei costumi, l’ipnotica e raffinatissima musica vocale e percussiva, uniti alla leggendaria preparazione tecnica dei suoi attori collocano quest’arte ai vertici del teatro mondiale.
La scena si apre con il tirannoku, una tecnica propria del Kathakali, con cui i personaggi si presentano rivelandosi a poco a poco da dietro lo schermo di un sipario. Pùtana è un personaggio grottesco nelle movenze e nel trucco: la sua prima presentazione è la parodia delle scene d’amor cortese in cui l’eroina si prepara all’incontro d’amore: non le raffinatezze della toilette aristocratica, ma la goffaggine di una orchessa maldestra. Ricorrendo al potere magico Pùtana si trasforma dunque in un splendida fanciulla e può finalmente recarsi ad Ambàdi. Inizia qui una lunga descrizione lirica delle bellezze della città: i palazzi decorati da gemme preziose, le fanciulle che danzano e giocano sulle rive di ruscelli dalle fresche acque, i pavoni che aprono le loro ruote multicolori.
Ma Pùtana, pur rapita da tante bellezze, ricorda il suo dovere: uccidere il piccolo dio Krishna. Lo cerca nella sua bella casa: la sua malvagità vacilla di fronte al fascino del bimbo, finché prende con determinazione ad allattarlo dopo essersi cosparsa di veleno i capezzoli: ma Krishna insieme col latte avvelenato succhia dal seno di Pùtana la sua stessa vita. La strega perde le sue fattezze angeliche e cade a terra contorcendosi negli spasmi della morte.



